Sacile: Storia e Arte
A cura delle Operatrici del Servizio Civile Nazionale 2004-2005
La storia di Sacile inizia nell'alto Medioevo, quando il guado attraverso il Fiume Livenza divenne strategicamente ed economicamente importante. Nulla è emerso dagli scavi fatti in centro storico per varie ragioni, come installazioni di reti tecnologiche o ristrutturazioni, che sia stato riconosciuto come risalente ad epoche anteriori. Sappiamo, da fonte certa (privilegio del Patriarca Bertraldo del 2 novembre 1249) che il duca del Friuli Enrico nel 796 fece qui costruire una chiesa in onore di San Nicolò e un castello e altre fortificazioni. Questa è l'origine storica di Sacile, la cui storia è sempre stata legata al fiume che l'attraversa con più bracci. Qualche anno fa, nell'attuazione di alcuni lavori per il riscaldamento del Duomo, sono apparse le fondazioni di una piccola chiesetta, forse l'antichissima costruzione risalente all'Ottocento. La storia medioevale della città è stata notevole per l'importanza degli avvenimenti e per i privilegi che i Patriarchi di Aquileia concessero ripetutamente ai Sacilesi. Sacile infatti aveva un'importanza strategica per lo stato aquileiense e più volte i patriarchi vi si recavano e venivano incontro alle esigenze della popolazione che doveva difendere i confini dalle ambizioni dei Signori di Treviso. Ebbe gli statuti deliberati tra l'anno 1223 e 1286, i più antichi del Friuli e da quegli anni il titolo di città. Così, mentre tutto intorno la nobiltà dominava sovrana, nella città libera gli abitatori potevano liberamente possedere e vendere i loro beni. Questa ultima frase deve però essere considerata con i limiti derivati dalla struttura del Patriarcato. Il Patriarca era un Vescovo-conte e le richieste dei suoi sudditi, compresi i Sacilesi, si potevano far sentire solo in quell'organismo consultivo, il Parlamento del Friuli, di cui Sacile, con altri centri importanti, faceva parte. Nel 1400, passò poi sotto la signoria della Repubblica di Venezia, con la quale aveva prima fatto un accordo paritetico di rispetto e dalla quale, poi, datasi spontaneamente, ottenne specifiche leggi con il mantenimento dei privilegi antichi. Rimase fedele a Venezia fino all'arrivo di Napoleone, e alla conseguente fine della Repubblica nel 1797. Fu un centro molto importante di commerci. Le merci con barconi risalivano il fiume e poi si irradiavano verso il nord d'Europa. I viaggiatori veneziani, nelle loro relazioni celebrarono più volte l'amenità dei luoghi e la fertilità dei possedimenti terrieri e le diedero il nome di Giardino della Serenissima. Il resto è storia recente e viene ritmata dagli avvenimenti italiani e mondiali. Tuttavia il centro storico ben conservato nelle sue forme di stile veneziano medio e strettamente coniugato con il Fiume ricorda a chi lo visita antiche storie e splendori di un passato non più dimenticato.