PostHeaderIcon Palazzo Ragazzoni-Flangini-Biglia

 

Quest'elegante palazzo cinquecentesco, che porta il nome delle ultime famiglie che lo abitarono, è forse l'edificio che meglio conserva gli elementi storico-artistici del passato. Fu edificato su un precedete fabbricato quattrocentesco intorno agli anni settanta del Cinquecento. A volerne l'erezione fu l'illustre famiglia dei Ragazzoni, armatori e banchieri veneziani stabilitisi a Sacile dopo aver ottenuto dal Doge Venier l'investitura del feudo di Sant'Odorico. Il palazzo si configurava non soltanto come lussuosa dimora ma anche come luogo di convoglio della produzione delle proprietà terriere di famiglia. Dell'antico impianto architettonico, oggi resta solo l'elegante nucleo principale (un'ala del palazzo fu infatti abbattuta a seguito dell'apertura di Viale Zancanaro). Nel vasto cortile d'onore sono state rinvenute dodici delle trenta statue in stucco che in origine ornavano il parco e alcuni busti virili sopra le finestre, tutti attribuibili alla scuola del veneziano Alessandro Vittoria (1525-1608). Non rimane invece alcuna traccia degli affreschi di soggetto mitologico che decoravano le pareti interne del giardino né dell'imponente scalone d'onore. Due sono le facciate degne di nota: quella che dà sulla strada e quella sul fiume Livenza. Sulla prima si aprono una trifora e una luminosa quadrifora con balaustre colonnate e fregi di gusto secentesco. Più in alto si conserva lo stemma dei Ragazzoni con il motto latino affulgent parta patris ("i figli saranno la grandezza del padre"). La facciata sul Livenza presenta, all'altezza del piano nobile, un'elegante pentafora con poggiolo, affiancata da quattro finestre, di cui le più esterne riprendono lo stesso elemento architettonico. Più sotto si aprono due finestre a tutti sesto e, ancora più in basso, la porta dell'imbarcadero, ora murata. All'interno, la cappella privata presenta buone decorazioni a stucco dei primi del Settecento. Nel salone che si affaccia sulla strada si possono ammirare gli splendidi affreschi eseguiti attorno al 1583 dal celebre pittore manierista Francesco Montemezzano (1540-1602), allievo della scuola del Veronese. Il suggestivo ciclo pittorico consta di sei grandi scene raffiguranti le glorie della famiglia Ragazzoni e, più nello specifico, da sinistra entrando nella sala: 1. Giacomo Ragazzoni riceve dalla regina Maria Tudor il diploma che lo autorizza a inserire nello stemma del casato l'insegna della rosa dei Tudor (1554); 2. Giacomo Ragazzoni tratta con i Turchi a Costantinopoli per conto della Repubblica Veneta (1571); 3. Giacomo Ragazzoni riceve dal re di Francia Enrico III l'autorizzazione ad aggiungere nello stemma di famiglia due gigli di Francia(1574); 4. Giacomo e Placido Ragazzoni vengono investiti del feudo di Sant'Odorico dal Doge Sebastiano Venier (1577); 5. Placido Ragazzoni viene nominato Cavaliere dal re di Francia Enrico III (1583); 6. Giacomo Ragazzoni e sua moglie Picabella, ritratti tra figli e parenti, ricevono la regina Maria d'Austria(1581). Di quest'ultimo affresco resta oggi solo la sinopia: l'originale fu asportato e si trova ora sullo scalone d'onore della Gëmaldegalerie Alte Meister di Dresda. Il palazzo, divenuto in seguito proprietà della famiglia veneziana dei Flangini, ebbe tra i suoi ospiti più illustri Papa Pio VI (1782) e Napoleone Bonaparte(1797). La decadenza incominciò con i Biglia, succeduti ai Flangini come proprietari, e il palazzo venne via via spogliato di tutte le opere d'arte. Dal 1936, per volontà degli ultimi eredi Lacchin, l'edificio appartiene al Comune, che ne ha già disposto il restauro.

 

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