Antica Fabbriceria

Situato all'incirca di fronte al Duomo di Sacile, quest'edificio, attualmente di proprietà della Parrocchia, costituisce l'antica sede della Confraternita o Scuola di Sant'Antonio Abate, che vi teneva le proprie riunioni e l'ufficio di contabilità e gestione del suo patrimonio.
Fu adibito in seguito a scuola di catechismo per i ragazzi e poi affittato ad una tipografia; attualmente ospita il bel presepio animato allestito ogni anno a Sacile in occasione delle festività natalizie. Il progetto è di restaurarlo e di farne un museo di antiche opere d'arte appartenenti alla Parrocchia ed ora custodite in locali non accessibili al pubblico.
Elemento di pregio del palazzo è il grande affresco ancora visibile nella parte superiore della facciata principale. Pare che in origine la pittura ricoprisse l'intera parete, ma il deterioramento provocato dagli agenti atmosferici l'ha compromessa, rendendola difficilmente leggibile. Nel 1986 l'affresco è stato ripulito e sottoposto a restauro.
La scena dipinta rappresenta con ogni probabilità la tradizionale cerimonia ufficiale di riconoscimento delle Confraternite. Nella parte centrale, un primo vescovo con mitra finemente decorata siede su un trono in marmo variopinto. Porta una lunga barba bianca e la veste è di colore violaceo. La mano destra è sollevata, quasi in atto di benedire, mentre la sinistra regge un pastorale. Alla sua destra un altro vescovo con mitra bianca e veste arancione protende la mano verso quattro figure con tuniche bianche e flagelli nelle mani, che rappresentano la Confraternita dei Battuti. A sinistra un ultimo vescovo, vestito di verde, indica con la sua mano sinistra delle persone in tunica bianca con dalmatica nera: si tratta, con ogni probabilità, di membri della Confraternita del SS. Corpo di Cristo o del SS. Sacramento. Per quanto attiene ai tre vescovi, data la mancanza di indumenti o segni particolari che li caratterizzino, non è stato finora possibile chiarire chi o cosa rappresentino. C'è chi sostiene che quello al centro possa essere S. Nicolò, ma l'ipotesi non è mai stata confermata.
Anche l'attribuzione d'autore è controversa: secondo alcuni critici a dipingere il pregevole affresco fu Giovanni Antonio de Sacchis, detto il Pordenone (1483-1539), le cui opere abbelliscono molte chiese del Friuli. Altri ritengono invece che l'opera sia da ascrivere a Pomponio Amalteo (1505-1584), anch'egli affreschista di chiara fama, oppure a Giovanni Battista da Sacile, pittore della scuola dell'udinese Giovanni Martini. Ciò che è certo è che la data di esecuzione si aggira intorno al 1530.
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