Itinerario artistico

Molto si è insistito, parlando di Sacile, sulla sua forte "venezianità", o meglio sull'affinità urbanistica e culturale tra la cittadina friulana, non a torto definita "Giardino della Serenissima", e l'antica città lagunare. Una visita al centro storico, attraversato e racchiuso dal fiume Livenza, consente di cogliere quella che è forse la caratteristica peculiare di Sacile, ovvero l'equilibrato rapporto fra tessuto urbano e acqua. L'originario impianto fluviale della città è immediatamente ravvisabile nella struttura dei palazzi, che presentano tutti doppio ingresso, dalla piazza o dalla strada e, sul lato opposto, dal Livenza. Se ci si muove da Piazza del Popolo, cuore della cittadina, verso nord-est, si arriva al cosiddetto "Ponte dei Mori", in prossimità del quale sorgeva un'antica porta (Torre dei Mori) con due mori lignei che scandivano il tempo battendo la grande campana posta alla sommità. Ricordo del passaggio in città della principessa Maria Amalia di Polonia è la lapide sulla destra, ora murata. Un po' più in basso si conserva lo stemma di famiglia dei veneziani Memmo. Lasciato sulla destra Palazzo Ragazzoni - Flangini - Biglia, imponente costruzione cinquecentesca con pregevoli affreschi interni, ci si immette in Via Cavour, dove spiccano il seicentesco Palazzo Grandis - Granzotto e il Palazzo Sartori, in stile neoclassico. Lungo la via, sulla destra, si apre Largo Salvadorini, dove si conservano resti delle antiche mura cittadine e l'antico torrione di San Rocco. Poco più avanti, a sinistra, dove anticamente sorgevano la Chiesa di San Rocco e il monastero annesso, troviamo oggi una trattoria. Imboccando poi la prima strada sulla sinistra (Via Ettoreo) e proseguendo per Via Luigi Nono (già Contrada dell'Oca), ci si ritrova in Via Garibaldi. Sulla destra si apre l'antico Borgo San Gregorio, costituito da splendidi palazzi porticati quasi tutti risalenti al Quattrocento. Ne è un esempio il maestoso Palazzo Prata, con loggia balconata e buone pitture settecentesche all'interno (tracce di un lacerto di affresco della seconda metà del Cinquecento si ritrovano inoltre nel sottoportico). Procedendo lungo la via si arriva alla Chiesa di San Gregorio (attualmente sconsacrata e sede di mostre d'arte) e al vecchio Ospedale dei poveri (1462). Ci si ritrova infine in Piazza IV Novembre sulla quale si affaccia il bel Palazzo Bellavitis, sito in Via XXV Aprile. L'edificio, la cui facciata era in origine affrescata, risale al Seicento e comprende una piccola cappella dedicata a San Giuseppe.